I Buoni Propositi per l’Anno Nuovo

Eleonora Zoccoletti Mindset
I buoni propositi per l'anno nuovo

L’abitudine dei buoni propositi

Fin da bambina ho avuto l’abitudine di scrivere a dicembre i miei buoni propositi per l’anno in arrivo. Puntualmente non li ho mai rispettati.

Ad un certo punto mi sono messa in proprio: prima il bar, poi l’hotel e dal 2013 la libera professione. I buoni propositi li ho trasformati in obiettivi da raggiungere.
Ogni fine anno passavo in rassegna l’anno appena trascorso e decidevo che i miei obiettivi sarebbero stati economici (fatturare tot Euro all’anno), fisici (pesare un tot kg), sportivi (fare tot km a mese e almeno una maratona ogni 12 mesi) e relazionali/affettivi.

Gli obiettivi S.M.A.R.T.

I miei obiettivi seguivano la regola S.M.A.R.T tanto decantata.
Io stessa l’ho promossa e ne ho parlato tanto nel mio ebook sul piano editoriale e alle mie lezioni.
Per chi non lo sapesse gli obiettivi S.M.A.R.T. sono quelli che seguono le seguenti regole:

S = Specific (Specifico)
M = Measurable (Misurabile)
A = Achievable (Raggiungibile)
R = Realistic (Realistico)
T = Time-Based (Temporizzabile)

Vi assicuro che nemmeno questi obiettivi li ho mai raggiunti.
Da un certo punto di vista funzionano, ma non bastano!  E fra poco vi spiego il perché.

Si, ho aumentato il fatturato, ma non di quanto mi ero prefissata.
Si, sono dimagrita un pochino, ma non di quanto volevo.
Si, ho corso tanti km, ma non i 200 che mi ero prefissata al mese e dopo la Maratona di New York (che ho corso nel 2016) non ho più partecipato a nessuna gara, tanto meno a maratone.
Di cose ne ho fatte tante ogni singolo anno vissuto e cambiamenti graduali o epocali ne ho fatti altrettanti.
Ho aperto la mia partita Iva a Tenerife e mi sto per trasferire li definitivamente.
Da 9 mesi frequento un corso di pole dance e che sta cambiando totalmente la mia visione sull’allenamento e sullo sport in generale e mi sta facendo apprezzare davvero molto il mio corpo perché sto imparando a conoscerlo di più.
Ho costruito la mia agenzia di marketing e comunicazione che da un anno è operativa ed è stata sempre appoggiata alla mia Partita Iva e che fra poco più di un mese diventerà una società a tutti gli effetti.
Ho lavorato a progetti importanti.
Ho fatto corsi di formazione sul marketing sia come docente che come studente.
E potrei scrivere per ore altre attività che ho fatto e di cui sono orgogliosa e soddisfatta.

Ritorniamo agli obiettivi: perché pur avendo avuto un anno talmente impegnato e ricco di esperienze e risultati, non ho raggiunto gli obiettivi che mi ero prefissata all’inizio dell’anno (di ogni singolo anno?).
Ragionandoci ho capito che spesso gli obiettivi che mi ero posta erano situazioni che desideravo, ma non nel profondo. Dettati più dalle circostanze esterne, da un bisogno di sentirmi perfetta, adeguata agli occhi degli altri.
Tutto il resto che ho fatto nell’anno, non previsto negli obiettivi da raggiungere e che hanno cambiato in meglio la mia vita, erano strettamente legati a me stessa, ai miei desideri più profondi e autentici dove ci avevo messo l’anima, grazie ai quali ho attuato cambiamenti di abitudini per raggiungerli, in cui credevo tanto perché li sentivo cuciti su di me e non imposti dall’esterno.

Il nuovo approccio: essere per raggiungere.

Ho capito e ho imparato che quando si ha una visione molto precisa della propria vita, e il lavoro ne fa parte non è un argomento a sé, viene quasi spontaneo adottare nuove abitudini, fare cose nuove, inventare nuove strategie che pian piano ti aiutano a raggiungere quello che tu desideri tanto.
Quindi qual è la differenza tra l’approccio degli obiettivi S.M.A.R.T. e il mio nuovo approccio?
Capire chi vuoi essere in relazione alla tua visione di vita. Mettere in atto il cambiamento di abitudini e solo dopo (o durante) decidere eventuali strategie che permettono di avvicinarti giorno dopo giorno a ciò che più desideri e che appartiene alla tua visione finale.

Il raggiungimento degli obiettivi avviene quasi spontaneamente, perché lavori quotidianamente sull’essere la persona che ha una visione che per raggiungerla deve prepararsi lungo la strada, essere la migliore versione di se stessa e avere le doti, qualità, talenti che servono per arrivare la dove si vuole arrivare. Le strategie, gli strumenti, gli obiettivi macro e micro, i passi da compiere, ecc ecc, arrivano tutti dopo.

Mi spiego meglio e vi faccio qualche esempio pratico

Esempi pratici

Ecco un esempio relativo alla vita privata.
Penso al fatto che ho bisogno di dimagrire e in base agli obiettivi S.M.A.R.T. decido che voglio pesare 50 kg entro il 31 dicembre di quest’anno.
Cosa faccio ora che l’ho scritto bello in grande sul mio diario, quaderno, agenda?
Suddivido i kg da perdere nei vari mesi così ho anche l’obiettivo mensile da raggiungere e preparo la lista delle attività da fare per poter raggiungere il peso desidero:
– Dieta ferrea
– Attività fisica costante
– Pesarsi ogni settimana
– Evitare certi cibi come il cioccolato, i dolci, i gelati
– Più verdura e frutta, meno pasta.
– E così via.

Questo approccio non tiene conto delle emozioni che si provano, delle circostanze che si vivono o delle interferenze che possiamo avere. Situazioni esterne possono ostacolare la buona riuscita della nostra dieta.
Un infortunio mentre corri che ti impedisce di svolgere attività fisica per un po’ di tempo, problemi ormonali, stanchezza fisica, un viaggio all’estero durante il quale si fa fatica a gestire la dieta e lo sport.
Con il nuovo approccio si lavora sulla visione: la visione della propria vita.
Decido che persona voglio essere per poter raggiungere ciò che voglio nella vita (nel lavoro, nelle relazioni, nella salute, ecc).
Invece di dire: “voglio dimagrire 10 kg o essere 50 kg entro tale data”, penso a come voglio essere e come mi voglio sentire da qui a 1 anno: una donna sana, in perfetta salute e forma fisica.

Per essere una donna sana, in salute e con ottima forma fisica cosa devo fare quotidianamente? Mangiare bene, eliminare i dolci, fare più movimento divertendomi, tenere un diario dove racconto le emozioni che provo. Se ho sempre nella testa chi voglio essere e come voglio sentirmi, le abitudini cambieranno di conseguenza. Se invece penso solo ai kg da perdere, se non perdo il peso che voglio, rischio di deprimermi e abbuffarmi alla prima occasione per il motivo del difficile dimagrimento.

L’approccio del come mi voglio sentire è più facile e con meno sacrifici rispetto al settare obiettivi S.M.A.R.T.

Facciamo un esempio relativo al lavoro.
Obiettivo S.M.A.R.T: voglio fatturare 500 mila euro entro la fine dell’anno.
Divido l’obiettivo in obiettivi mensili, faccio i conti di quanti clienti mi devo portare a casa ogni mese o quante camere devo vendere ogni giorno e a che prezzo, poi comincio a fare marketing e scegliere gli strumenti che mi possono aiutare per raggiungerlo.
Un obiettivo così non calcola le circostanze (nel caso di una struttura turistica: il maltempo, i competitor, un nuovo albergo che apre vicino al tuo, ecc), il come ti senti, se stai facendo qualcosa di valore per te, se stai facendo un lavoro che ti piace. È focalizzato solo sulla cifra che devi raggiungere.
Ora pensiamola nell’approccio del pensare a che persona vuoi essere e come ti vuoi sentire rispetto alla tua visione finale.
Da un punto di vista lavorativo la mia personale visione(mi prendo come esempio) è quella di aiutare a creare e aumentare la ricchezza delle strutture ricettive.

Chi voglio essere, come devo essere e come mi voglio sentire per raggiungere questa visione?
Voglio sentirmi preparata, perciò ogni giorno dedicherò del tempo allo studio.
Desidero essere disponibile e attenta alle esigenze del mio cliente, quindi lo sentirò ogni settimana per conoscere l’andamento della sua strutturata.
Voglio essere credibile e autorevole in quello che professo, quindi imparo e metto in pratica tecniche e strategie per portare a casa i risultati (di fatturato) per loro e per la mia azienda e così via.
Se io lavoro sul mio modo di essere e come voglio sentirmi ogni giorno (preparata, soddisfatta, credibile, autorevole, professionale, ecc…) metto nell’agire e nel fare ciò che sono davvero e dal fare a creare strategie è un attimo. Il risultato, poi, arriva di conseguenza.
Il nuovo paradigma segue la regola dell’ESSERE che conduce al FARE e poi all’OTTENERE.

Fatemi sapere cosa ne pensate.
Fatemi sapere se siete abituati a settare obiettivi e se poi solitamente li raggiungete o li perdete per strada, lavorando di conseguenza giorno per giorno accettando ciò che capita.

Perché questo articolo? Perché a breve affronterò il discorso della Visione, della Missione, dei Valori per costruire l’Identità della Vostra Struttura Turistica.

E per poter lavorare su questo dove avere ben chiaro chi siete, come volete sentirvi e come vedete la vostra vita e la vostra struttura turistica da qui a 5, 10,20,30 anni.

Solo da qui si possono creare i passi successi: la costruzione della Unique Selling Proposition, lo studio del Target, la scelta degli strumenti da utilizzare, il team con cui lavorare,.
Tutti i passi successivi di cui parlerò nel corso dei prossimi tempi in maniera approfondita.